Mal di schiena. Oltre ai farmaci….. hai mai provato l’Agopuntura?

Gli argomenti trattati in questo articolo

La Legge Bianco Gelli, entrata in vigore l’8 marzo 2017 sancisce aspetti medico legali inerenti la responsabilità degli esercenti professioni sanitarie da vivere come un utile canovaccio e sia dunque benvenuto qualunque sforzo inteso a fornire un supporto in merito alla esigenza di scongiurare il rischio di portare nocumento al paziente, e di incorrere, d’altro canto in spiacevoli vertenze medico legali e code assicurative.
Oltre un cittadino su 5 (Eurispes 2017) fa uso di medicina non convenzionale (21,2% della popolazione, con un aumento del 6,7% rispetto al 2012 e l’Omeopatia risulta essere la tecnica di maggiore diffusione (71,6%).
Da questa premessa si evince l’auspicio che medici di estrazioni culturali diverse sappiano interagire per intraprendere percorsi condivisi e non conflittuali, sottolineando che la scelta di molti pazienti di strade “non convenzionali” non è sorretta da mere motivazioni ideologiche ma da necessità terapeutiche, complicanze e intolleranze ai farmaci tradizionali, insoddisfazione o inefficacia delle cure intraprese con la medicina ufficiale.
In questo mio contributo intendo analizzare quale potrebbe essere il possibile contributo esercitato da parte dalle metodiche che compongono il variopinto universo rappresentato dalle Medicine complementari, da sempre anche esse, persuase dall’esigenza di individualizzare indagine conoscitiva ed intervento terapeutico e di vagliarne le opportunità integrative con procedure e metodologie più tradizionali.
Da oltre un decennio si registra un notevole interesse ad esplorare le, a mio modesto avviso, ancor poco note, opportunità applicative che potrebbero essere offerte dall’inserire stabilmente all’interno di un approccio realmente integrato, le metodiche complementari rinverdite dalla frequenza di Master e corsi pluriennali che consentono di ridestare antiche ed offuscate conoscenze fisiopatologiche, indispensabili anche e soprattutto in questo tipo di Medicina che cerca di dare delle risposte convincenti ad una domanda disarticolata di Salute espressa da una persona, intesa come un sistema biologico complesso, inserito in un contesto ambientale ancor più complesso, che merita di essere accolta accompagnata e sostenuta nella sua interezza nel suo difficile cammino verso una salute che secondo le indicazioni del supremo ente preposto a vigilare su di essa ed a garantirla (Organizzazione Mondiale della Sanità) non può limitarsi a mera assenza di malattia ma deve essere identificata come completo ben-essere fisico psichico e sociale.

 

Dott. Salvatore Cassarino

La Lombalgia

La Lombalgia della quale sono stati identificati oltre 440 cause tra meccaniche non meccaniche viscerali alcune delle quali altamente pericolose rappresenta oltre che un sintomo un modello clinico dal, a volte, devastante impatto clinico e sociale e sembra prestarsi perfettamente alle opportunità applicative offerte da un approccio integrato.
Tra le condizioni dolorose più frequentemente riscontrate nei paesi occidentali e con il più elevato impatto clinico e sociale troviamo sicuramente la lombalgia, ma nella stragrande maggioranza dei casi è dovuta a una lesione dei tessuti molli che non può essere diagnosticata con certezza neanche ricorrendo alle tecniche più avanzate. Clinicamente si distinguono accanto a una lombalgia acuta (fino a un mese di dolore) che tende a risolversi ricorrendo a presidi terapeutici farmacologici in grado di agire sulla sintomatologia dolorosa, il quadro infiammatorio e la conseguente limitazione funzionale, quadri più impegnativi e duraturi che possono sfociare nella lombalgia francamente cronica (durata maggiore di 6 mesi).
La fase cronica è la più difficile da trattare, poiché i paziente tendono involontariamente ad alimentarla ancorandosi pervicacemente a tutta una serie di credenze e convinzioni errate (posture errate, stile di vita sedentario, che sono state dettagliatamente illustrate da chi ha valutato attentamente il fenomeno per pesarne l’influenza autorizzando la definizione della Lombalgia come sindrome dolorosa “biopsicosociale” completa, amplificata da molteplici circoli viziosi in grado di penalizzare in maniera significativa qualità di vita, partecipazione sociale e lavorativa, come testimoniato dalle numerose assenze dal posto di lavoro che comportano nel migliore dei casi destinazioni ad altre mansioni e, nel peggiore, precoce interruzione del rapporto professionale.

 

Dott. Salvatore Cassarino Medico Omeopata Agopuntore

L’Agopuntura

L’Agopuntura è una tecnica della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) (probabilmente uno dei sistemi medici tra i più antichi del pianeta) che consiste nella infissione di aghi filiformi senza iniettare alcunchè nei tessuti corporei a fini terapeutici secondo modalità tecniche del tutto specifiche.

Per la MTC il disagio e la malattia nascono dallo squilibrio tra forze opposte ma tra loro complementari ed il presupposto basilare della MTC prevede che tutte le funzioni corporee siano regolamentate da un energia chiamata QJ (pronuncia ci) che scorre attraverso il corpo e dolore, disagio, malattia, conseguente limitazione funzionale e disabilità sono dovute ad un interruzione di questo flusso per cui un assioma della MTC recita “niente dolore, niente blocco; niente bocco niente dolore”.
L’Agopuntura prevede una famiglia di procedure miranti a correggere i disequilibri nel flusso del Qj tramite stimolazione di sedi anatomiche (agopunti) sulla o sotto la pelle attraverso una serie di tecniche e la più comune tecnica di stimolazione si avvale di sottili aghi metallici che possono essere inseriti manualmente per ristabilire l’equilibrio del flusso energetico (QJ)
La scelta degli agopunti da stimolare prevede una visita medica mirata (è un atto di pertinenza medica e in Italia legalmente la possono fare solo i medici) a ricercare accanto a localizzazione, intensità e irradiazione, modalità di insorgenza, attenuazione, accentuazione e scomparsa dei sintomi.

Oltre all’agopuntura classica meritano di essere menzionate due tecniche di stimolazione mcrosistemica costituite dalla Agopuntura auricolare e dalla Agopuntura addominale.

L’Agopuntura dei microsistemi; Agopuntura auricolare

Questa tecnica si basa sul semplice assunto che in corrispondenza del padiglione auricolare sia riproducibile il corpo umano nella sua interezza basandosi su antiche conoscenze della MTC rivisitate da studi neurofisiologici più moderni effettuati dal medico francese Paul Nogier e conseguente creazione di “mappe” che suddividono il padiglione auricolare in zone diverse collegate a diverse regioni corporee.
In tal modo si perviene alla ricostruzione di un “homunculus” con rappresentate sull’orecchio tutte le parti del corpo. Gli agopunti auricolari possono essere stimolati con aghi, piccoli magneti, semi di vaccaria, stimolazione manuale, laser, pressione esercitata con strumenti appositi

Agopuntura addominale

L’addomino-agopuntura (AA) è una tecnica introdotta in modo sistematico da circa trenta anni dal Prof. Zhi Yhun Bo e consiste in un sistema di trattamento di aree situate esclusivamente sull’addome in una zona che si irradia intorno all’ombelico, con la raffigurazione ologrammatica di una tartaruga capovolta; la teoria sulla quale nasce, riconosce le sue basi fondanti nell’ambito di radicate e conclamate conoscenze embriologiche e sull’importanza della regione peri ombelicale intesa come area sede di significativa connessione tra il feto e la madre durante il periodo gestazionale.
A differenza di altri microsistemi prettamente riflessologici l’addominopuntura si pone come una metodica integrativa tra la MTC e la medicina accademica occidentale e prevede una possibilità di impiego estesa che spazia dalle malattie dell’apparato osteoarticolare alle malattie cerebrovascolari, ai disturbi del sistema nervoso.
L’Addominopuntura condivide con la MTC l’utilizzo di aghi, agopunti e meridiani per le sue caratteristiche di ripetibilità e per la sua possibilità di standardizzazione.
Per ogni singola patologia esiste un protocollo che prevede la prescrizione dei punti, l’ordine della sequenza e la profondità di infissione dell’ago.
Su 97 studi esaminati nell’80.4 % l’Addominoagopuntura si è mostrata più efficace della Agopuntura nel trattamento di alcune patologie (discopatie lombari, spondilosi cervicali, vertigini di origine cervicale, artrosi scapolo omerale, disturbi oculari). L’addomino agopuntura inoltre modifica le risposte corticali agli stimoli dolorosi in pazienti con Fibromialgia.
La sua efficacia dipende dalla precisione nella localizzazione degli agopunti sulla superficie addominale.
L’agopuntura ha azione decontratturante, antalgica, effetto vasodilatatore con ripristino del corretto flusso ematico distrettuale, antiinfiammatorio, attivazione di meccanismi neuroendocrini, effetto sedativo, induce miglioramento del tono dell’umore, in parte legato a riduzione del dolore

Agopuntura e lombalgia

L’Agopuntura si mostra una tecnica valida per ridurre il dolore acuto e cronico, indurre miglioramento funzionale a breve termine sia come unica terapia sia in associazione ad altre terapie.
L’Agopuntura e le pratiche a lei affini viene citata in molteplici linee guida internazionali sia per il trattamento della lombalgia subacuta che cronica riconoscendone il valore (tranne un’unica voce discorde) di opzione terapeutica aggiuntiva quando il dolore non risponde ad altri interventi terapeutici convenzionali

Dott. Salvatore cassarino
Medico omeopata agopuntore

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